“L’orologio rotto” OVVERO la questione dei punti di vista

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La scorsa settimana vi ho invitato, virtualmente, a casa mia. Questo lunedì ho deciso di “portarvi ” nel mio studio. Come lo descriverei? Perfetto per le mie esigenze, sufficientemente rappresentativo della mia personalità, su alcuni aspetti ci sono ampi margini di miglioramento. Un po’ come quando a scuola dicevano: ” E’ intelligente ma non si applica “. In cosa non mi applico? Ad esempio ci sono delle cornici che sono appese in un modo che non mi piace e tutte le volte che mi cade l’occhio su quella parete penso che dovrei riposizionarle ma poi…Un altro oggetto su cui mi cade spesso l’occhio è un orologio. Nasce come un orologio da parete ma, nella fattispecie, è diventato un orologio da finestra perché è lì che è appoggiato.
Da sempre.
E da sempre è rotto.
Segna l’1.05 e, pur non essendo funzionante, come dice un detto, almeno due volte al giorno anche lui ha ragione.
E allora penso.
Penso a quando ci facciamo un’idea di una persona perché conosciamo qualcosa di lui o di lei. E se non coincide con quello che pensiamo può succedere che lo giudichiamo “rotto”. Può essere che lui sia vegetariano e che noi amiamo il pesto di cavallo. O viceversa. Può essere che abbia votato diversamente da noi all’ultimo referendum. O che non abbia votato affatto. Può darsi che adori Ballarò o che sia una fan di Uomini e donne. Poco importa. Il punto è che facciamo fatica a viverci, goderci, ascoltare altri aspetti o opinioni che potremmo invece condividere piacevolmente. D’altra parte, i nostri neuroni sono progettati per rispondere ad eventi nuovi e insoliti e per non attivarsi se gli eventi non forniscono nuove informazioni. A livello neurologico noi trascuriamo gli eventi ripetitivi a favore di quelli nuovi. Ma se è vero che il nostro cervello è più portato a scovare le differenze, forse dovremmo provare a sintonizzarci anche su quella parte di noi che ci porta a percepire ed apprezzare anche le similitudini. Altrimenti finiamo per sentirci sempre in guerra, in difesa delle nostre posizioni, inconsapevolmente alla ricerca di cloni e non di vita.
Perché la vita, quella vera, non cambia solo perché noi la vorremmo diversa. E neanche le persone lo fanno. E poi,ditemi la verità, avete mai discusso con qualcuno che pensava di avere torto? Anche la persona che ci sembra più diversa da noi su alcuni aspetti, potrebbe offrirci una piacevolissima conversazione sull’ultimo film che ha visto, libro che ha letto o vino che ha assaporato. E possiamo goderne solo se non la pensiamo “rotta”. Proviamo a non confondere la parte con il tutto.

Anche il mio orologio rotto due volte al giorno ha ragione.

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