Mediazione Familiare e Gestione dei Conflitti


Il mio compito, in qualità di Mediatore Familiare, è quello di aiutare le persone che si stanno separando a gestire i rapporti tra di loro con l’obiettivo di raggiungere accordi condivisi e duraturi che tengano conto degli interessi di ognuno. Soprattutto dei figli.

Io parlo agli adulti ma, in realtà, aiuto i loro bambini ad avere genitori che possano ancora credere di essere felici. Il mio compito è quello di prenderli per mano e accompagnarli nella costruzione di un nuovo progetto, che nasca da tutto ciò che di bello avevano avuto la capacità di costruire. 
 

Perché, forse vi chiederete, farsi aiutare da un Mediatore e non cercare invece di farcela da soli? 

Perché il Mediatore, avendo competenze e un’esperienza specifica, permette di di uscire da posizioni oramai radicate e contrapposte e offrire un punto di vista esterno, capace di immaginare soluzioni nuove.  

Vi aiuta a ripartire chiedendovi: “Che tipo di genitore vuoi essere da ora?”. Vi sostiene nel cambiamento e nella riorganizzazione delle relazioni familiari, sia dal punto di vista emotivo che da quello organizzativo e concreto.

Il percorso.
Il percorso di Mediazione Familiare è strutturato in un tempo circoscritto e di breve durata (solitamente da 8 a 12 incontri), nella garanzia del segreto professionale ed in autonomia dall’ambito giudiziario. Agli incontri è esclusa la presenza dei figli.

Su questo tema a Maggio 2019 è stato pubblicato il mio primo libro Mi sto separando – Le domande di genitori e figli (Edizioni del Faro).
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Quando la coppia non è in fase di separazione ma alla ricerca di nuovi equilibri, propongo percorsi di Consulenza di coppia e familiare. L’obiettivo in questo caso è ritrovare il dialogo e la comprensione reciproca. Le crisi fanno parte normalmente della vita ma è necessario riconoscerle e intervenire per tempo. La buona notizia è che si possono superare insieme. Un punto di vista esterno può, in questo caso, suggerire un approccio nuovo ai problemi, una rilettura delle dinamiche conflittuali e suggerire strumenti efficaci per superarle.

Sul tema della Mediazione Familiare ho creato una Rubrica dal titolo: Convivenze Spinose, che ti invito a seguire.
Ecco la puntata Zero!

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Perché si chiama gestione dei conflitti? perché il conflitto è parte integrante di ogni relazione, non si può eliminare. Non esiste una bacchetta magica tanto potente da riuscire a farlo.

Però si può imparare a vederli, non come un problema da risolvere, ma come un modo di far crescere la relazione e noi stessi.

Perché tendiamo ad evitarli? Perché dentro di noi ci sono preconcetti e paure. Vediamone alcuni:

– se litigo rischio di perdere l’amore, l’affetto o la stima dell’altra persona
– se litigo rischio di perdere il controllo
– è bene che i bambini non ci vedano mai litigare
– dopo aver litigato nulla sarà più come prima

Questi pensieri, che possono diventare convinzioni, condizionano notevolmente l’esito di qualsiasi conflitto. Esistono però strategie che si possono acquisire per evitare di finire con il sentirsi vincitori o perdenti.

Se ti interessa approfondire questo argomento puoi seguire il mio Blog e, se vuoi, lasciare un commento o contattarmi personalmente.

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