Resilienza = Ottimismo?

0
1045
views
http://www.pullinimarta.it/?p=726

Esistono parole che, coniate ed utilizzate in uno specifico contesto, vengono successivamente “adottate ” da altri ambiti e si arricchiscono di significati. Sono parole ricche. Una parola certamente ricca è resilienza. Questa parola nasce nel settore della metallurgia, dove denota la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate.

Quando un metallo viene definito resiliente si presenta robusto, resistente e queste accezioni sono vere anche quando si parla di resilienza psicologica. La persona resiliente è quella in grado di trasformare le situazioni traumatiche, difficili, negative in occasioni di crescita. La psicologia, in particolare quella positiva, non solo si occupa di resilienza ma sostiene che la questa può essere acquisita e sviluppata. Trovo molto affascinante anche la metafora che alcuni collegano all’etimologia della parola. Secondo alcuni “resalio”, da cui deriva resilienza, indicava il gesto di risalire sulla barca capovolta dalle onde del mare. Quello che emerge e che mi colpisce è la forza, la voglia di non arrendersi e di fronteggiare le difficoltà.

Ad ognuno di noi è capitato di trovarsi in una situazione in cui è stato o avrebbe voluto essere resiliente. Qual’è il vostro atteggiamento in questi casi? Non credo che tutto si possa ricondurre semplicisticamente ad una tendenza pessimistica o ottimistica della persona. Sicuramente un atteggiamento ottimista aiuta ma, vedere le difficoltà come opportunità o come sfide che ci inducono a far ricorso alle nostre potenzialità e risorse, è ben altro. È pur vero che tendiamo ad identificare la persona molto ottimista come leggera e un po’ superficiale. Le emozioni “negative” ( paura, tristezza, rabbia) sono state oggetto della psicologia da sempre; solo ultimamente l’attenzione si sta spostando anche sugli aspetti positivi dell’esistenza. Quelle stesse emozioni costituiscono la nostra linea di difesa contro le minacce esterne.

Nell’evoluzione umana il pericolo, la perdita e l’intrusione hanno rappresentato tutte minacce alla sopravvivenza dell’uomo. Studi relativamente recenti (Fredrickson 1998) hanno dimostrato che le emozioni positive hanno un grande scopo nell’evoluzione umana: quello di accrescere le nostre risorse intellettuali, fisiche e sociali creando riserve a cui possiamo attingere quando si presenta una minaccia o un’opportunità. Il pregiudizio “felice ma stupido ” è stato scientificamente considerato non attendibile. Ma quanto rimane nell’immaginario collettivo?

Giro a voi la domanda : in che misura tendete a attribuire la caratteristica di superficiale alle persone che hanno una visione rosea e un atteggiamento fiducioso? Sono molto curiosa di leggere i vostri commenti e vi do appuntamento a mercoledì prossimo, quando affronteremo in maniera più specifica, il tema di come sia possibile acquisire ed incrementare la propria resilienza. Se l’argomento dovesse essere di vostro particolare interesse vi segnalo che il 28 settembre partirà un corso nel quale sarà possibile confrontarsi sia in gruppo che individualmente su questo tema e contestualizzare quanto detto nella vita quotidiana.

LEAVE A REPLY

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.