Il mio compito, in qualità di Mediatore Familiare, è aiutare le persone che si stanno separando o si sono già separate a gestire la relazione in modo il più possibile civile e rispettoso.
In pratica: io parlo agli adulti, ma lavoro per il benessere dei loro figli.
La Mediazione Familiare è uno spazio sicuro in cui i genitori imparano a collaborare dopo la separazione, invece di restare bloccati nel conflitto.
L’obiettivo è costruire un nuovo equilibrio familiare che permetta ai bambini di avere ancora due genitori presenti, affidabili e capaci di prendersi cura di loro.
In questo momento è fondamentale credere che un futuro diverso sia possibile e avere fiducia nella possibilità di voltare pagina.
Perché farsi aiutare da un Mediatore?
Perché il Mediatore Familiare è una figura terza, neutrale e competente, che permette di:
• comunicare senza litigare
• essere ascoltati entrambi
• restare focalizzati sui bisogni dei figli, non sul rancore di coppia
La finalità della Mediazione Familiare è arrivare ad accordi condivisi e duraturi nel tempo tra mamma e papà — non più come coppia sentimentale, ma come coppia genitoriale.
Il Mediatore non impone soluzioni dall’alto. Ti aiuta a costruire soluzioni vostre, realistiche e sostenibili.
Il compito del Mediatore Familiare
Cosa fa davvero il Mediatore?
• Contiene il conflitto e “dà la parola” a entrambi, anche quando uno dei due tende a occupare tutto lo spazio.
• Aiuta a chiarire gli obiettivi reali (“Che tipo di genitore voglio essere da ora?”).
• Sposta il focus dal passato (“mi hai fatto”, “mi hai detto”) al futuro (“come vogliamo organizzare le cose da oggi in poi”).
• Rende possibile una comunicazione nuova, quando da soli si finisce sempre nei soliti schemi.
Dopo una separazione siete, di fatto, due persone nuove, con ruoli nuovi. La domanda chiave diventa: che tipo di genitore voglio essere oggi?
Non “che genitore avrei voluto avere” o “che partner avrei voluto essere”, ma chi scelgo di essere ora, concretamente, per i miei figli.
Il peso emotivo sui figli (e perché conta come ne parliamo)
Separarsi è doloroso per tutti. E i figli soffrono, sì. Ma c’è una grande differenza tra:
• “Io sono sfortunato perché non ho una famiglia normale”
e
• “I miei genitori non stanno più insieme, ma mi vogliono bene e stanno cercando di farmi stare bene”.
Se trasmettiamo ai bambini solo tristezza e senso di sconfitta (“non abbiamo più una famiglia normale”), li abituiamo a vivere quello che succede come qualcosa di cui devono vergognarsi e che non possono cambiare.
Proteggerli dalla sofferenza è impossibile. Aiutarli a stare dentro la sofferenza in modo sano, invece, sì. Per questo è importante che gli adulti sfoghino rabbia, frustrazione, paura e senso di fallimento con il Mediatore Familiare o con altri adulti di fiducia, e non addosso ai figli.
Cos’è la Mediazione Familiare
La mediatrice francese Annie Babu definisce la Mediazione Familiare come:
“Un nuovo modo di affrontare la crisi della separazione ricevendo insieme i due genitori. Si incoraggiano la cooperazione e l’ascolto, non la competizione. Si guarda al futuro e non al passato. La mediazione aiuta la coppia a impostare le relazioni che avrà come coppia genitoriale quando sarà separata.”
In parole semplici: la Mediazione Familiare offre uno spazio neutrale in cui la coppia genitoriale può:
• affrontare questioni pratiche (tempi coi figli, soldi, casa)
• affrontare questioni emotive (rabbia, senso di colpa, paura)
• trovare accordi che rispettino il benessere dei figli
Cos’è quindi la Mediazione Familiare?
La Mediazione Familiare è un intervento professionale rivolto alle coppie di genitori in conflitto, in fase di separazione, già separate o divorziate. Serve a sostenerle nel cambiamento e a riorganizzare le relazioni familiari in modo il più possibile sano e collaborativo.
Non è “terapia di coppia”: la Mediazione non serve a tornare insieme, ma a continuare a essere genitori insieme, anche se non siete più una coppia.
Cosa offre la Mediazione Familiare (in concreto)
La Mediazione Familiare offre:
• uno spazio neutrale, protetto e riservato
• la presenza di un terzo imparziale (il Mediatore Familiare)
• la possibilità di negoziare tempi, ruoli, responsabilità
• l’elaborazione di accordi condivisi e chiari
• attenzione al benessere e agli interessi dei figli
Il Mediatore facilita la comunicazione e aiuta a trasformare lo scontro in collaborazione.
Il percorso di Mediazione Familiare
Il percorso di Mediazione Familiare:
• è a tempo limitato (in genere 8-12 incontri)
• è coperto da riservatezza
• è indipendente dai percorsi giudiziari o sanitari
• si attiva su base volontaria
• non prevede la presenza dei figli agli incontri
È uno spazio adulto, per responsabilità adulte.
A chi si rivolge la Mediazione Familiare
La Mediazione Familiare si rivolge a:
• coppie sposate o conviventi
• genitori con figli, in crisi o in conflitto
• genitori in fase di separazione
• genitori già separati o divorziati che devono ancora trovare un equilibrio
In sintesi: è pensata per chi vuole (o deve) separarsi senza distruggersi a vicenda — e senza far pagare ai figli il prezzo del conflitto.
Da leggere se ti stai separando
👉 Separazione: differenze tra consensuale e giudiziale
👉 Come gestire la separazione senza traumi per i figli
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Se stai vivendo una separazione o una fase di conflitto con l’altro genitore e vuoi capire se la Mediazione Familiare può aiutarvi concretamente, puoi scrivermi a info@pullinimarta.it
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