Volersi bene per cominciare bene

L’anno è appena iniziato, e molti di noi si trovano alle prese con bilanci, riflessioni e buoni propositi.
Se siamo fortunati, riguardano solo l’anno appena trascorso. Ma a volte guardiamo molto più indietro, e questi pensieri possono diventare un peso.

L’autostima, cioè il valore che diamo a noi stessi, è uno dei punti da cui ripartire.
Essa è influenzata da molti fattori: le relazioni affettive dei primi anni di vita, l’educazione ricevuta, i messaggi familiari e le esperienze che ci hanno confermato — o indebolito — il nostro valore.

Per migliorare l’autostima e stare bene con sé stessi serve una buona consapevolezza di chi siamo oggi.
Perché se il nostro benessere dipende dal giudizio altrui, finiremo per sentirci sempre inadeguati.

Le aspettative degli altri e il peso dei giudizi

Viviamo immersi in due tipi di società: quella “macro”, fatta di media, pubblicità e social; e quella “micro”, fatta di famiglia e amicizie.
Ed è proprio quest’ultima, a volte, la più insidiosa.
Le persone che ci amano, spesso “per il nostro bene”, ci trasmettono aspettative o modelli che non ci appartengono.

Ti è mai capitato che tua madre, un’amica o il partner ti dicessero come dovresti vivere, amare, lavorare?
Anche se partono da buone intenzioni, questi messaggi possono diventare un metro di giudizio costante, che mina la fiducia in noi stessi.

L’autostima non è un valore assoluto

L’autostima cambia nel tempo e nei contesti.
Puoi sentirti sicura di te nella vita privata ma insicura sul lavoro, o viceversa.
Un buon esercizio per migliorare la tua autostima è valutare quanto ti senti forte in diversi ambiti: famiglia, coppia, lavoro, amicizie.

Scoprirai così dove ti senti più solida e da dove puoi iniziare a lavorare su te stessa.

Non è facile, ma è possibile

Forse stai pensando: “Non è così semplice!”.
Hai ragione, ma l’autostima è un giudizio soggettivo, e quindi può essere cambiato.

Se da bambina non hai ricevuto il messaggio “tu sei abbastanza”, ma hai imparato che l’amore va meritato, oggi puoi riscrivere quel copione.
Come?
Iniziando a introdurre messaggi positivi e coerenti con chi sei davvero.
Non si tratta di ripetersi frasi vuote davanti allo specchio, ma di cambiare dialogo interno.

Da nemica a complice: la tua voce interiore

La voce che ti critica — quella che ti dice che non sei capace o all’altezza — non è più quella dei tuoi genitori o dei compagni di scuola.
Ora è diventata la tua voce interna.
Ma puoi trasformarla nella tua alleata, nel tuo sostegno quotidiano.

Nessuno nasce con un alto o basso livello di autostima.
I bambini, infatti, non si giudicano, vivono il presente e ridono di cuore.
È crescendo che impariamo a vergognarci, a temere il giudizio, a sentirci “non abbastanza”.

Impara a trattarti come tratteresti una cara amica

Quando un’amica si confida con te e ti dice di essere in crisi, le vuoi forse meno bene?
La giudichi? No.
La ascolti, la incoraggi, la aiuti a ritrovare fiducia.

Allora prova a fare lo stesso con te stessa.
Parlati con comprensione, riconosci le difficoltà, ma anche i tuoi progressi.
Trattati come la tua migliore amica, con rispetto e gentilezza.

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